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SIGNORE IO SONO IRISH


La Lirica di Irish rappresenta una caratteristica saliente del pensiero di Mannerini: la ragione, unico approccio dell'uomo all'indagine in senso lato...
La Genesi dell'opera (1955-1968) passa attraverso diversi documenti, per sfociare nel testo in metrica che troviamo sull'album "Senza Orario Senza Bandiera"
dei New Trolls con la firma di Fabrizio de Andrè.

P_WHITE_SAND_3.JPG I testi di Mannerini hanno momenti di grande intensità intorno a precisi temi, ancora oggi attualissimi.
Cito l'episodio della Bicicletta di Irish perché è legato a ciò che ricordo di un momento della mia vita. Avevo si e no 7 anni, sono seduto a tavola con mio padre che mi domanda se ho capito il vero significato della Bicicletta di Irish.
Ovviamente non riesco a dare una risposta di senso compiuto.
La bicicletta, spiega mio papà, è la Fede.
A distanza di 32 anni capisco, o credo di interpretare, dare il giusto peso al concetto: è difficile vivere in modo anarchico, quando si sceglie l’anarchia come l'essenza più pura del nostro pensiero.
L'anarchia ti porta lontano dalla volontà di ostentare la tua appartenenza ad un gruppo, ti porta lontano dalla sicurezza del branco che appiattisce l'animo, soffoca lo spirito individualistico.

Il gioco di squadra è comodo, ma per mio padre troppo stretto.

Irish gioisce di tutto ciò che lo circonda, la vita del lupo solitario è dura, la fede ci fornisce una stampella per i momenti "no" della giornata, della vita.
Una bicicletta, una piccola luce, potrebbe bastare, ma dovrebbe essere cosa sentita, creduta, assimilata ed usata in virtù del fatto che è una vera e propria realtà.
In modo diretto, limpido, mio padre confessa il suo pragmatismo nei confronti della vita: vorrebbe attaccarsi a qualcosa di "al di sopra" ma è incurabilmente scettico.
Per chi crede è più facile andare avanti, Irish deve invece percorrere 30 miglia + 30 miglia per saltare il fosso della giornata, la fede non gli appartiene.
Prega il Signore che lo faccia credere in Lui, che gli mandi una bicicletta per affrontare la giornata, la vita.
Irish non crede in Dio, Mannerini è agnostico.
La lirica termina con una frase emblematica:"Sono io, Irish, quello che verrà da te in bicicletta".
Una mia libera interpretazione di questo testo, che ho maturato pensandoci e sentendo la canzone cantata dal grandissimo De Scalzi: alla fine, dopo un'esistenza pragmaticamente terrena, l'unica cosa che resta all'uomo agnostico è la fede nel fatto che ritorniamo a far parte dell’universo, torniamo ad essere acqua (Irish guarda il cielo e le nuvole, seduto sul prato), sali minerali che nutriranno le piante; il nostro raziocinio DEVE lasciare il posto ad un qualcosa a noi sconosciuto, a noi incomprensibile: il dopo.
Il passaggio è obbligato, la bicicletta è la prima cosa che incontriamo spenta la mente, una frazione di secondo dopo che il nostro ultimo pensiero ha abbandonato la nostre sinapsi celebrali, si presenta uno scenario che solo la Fede in un qualcosa di SUPERIORE può spiegare.
La fede, in altre parole, sopperisce alle mancanza di risposta nel momento in cui il raziocinio umano tira i remi in barca.
Mannerini vive in modo estremamente ragionato questa sua difficoltà nell'accettare una forma qualsiasi di "non indagato", traspare in modo lampante in "Osservazioni".
Per Mannerini, questa condizione, è accettabile solo all'ultimo.
Non sto assolutamente parlando di fede religiosa.
A questo punto la locuzione "avere Fede" è l'unico rifugio in cui muore il pensiero inteso come tale.

"Accedendo alla fede il credente decide di abbandonare ogni comprensione razionale accettando anche l'"assurdo". Questo è il "paradosso della fede", la quale è vera proprio perché supera la comprensibilità umana." (Søren Kierkegaard).
Mannerini tiene le distanze, accetta l'esistenza di queste meccaniche solo all'ultimo, solo quando la morte della ragione lascia spazio al resto.

La sospensione di giudizio


Ho tentato di dare una spiegazione alla longevità del lavoro "Senza orario senza bandiera" e dopo aver meditato mi sono arreso all’evidenza dei fatti.

Riccardo è agnostico, cioè si attiene ad una sospensione di giudizio, al contrario degli atei per cui il giudizio è bello che emesso: Dio non esiste.

Parlerei, quindi, di “sospensione di giudizio” che Irish manifesta nei confronti della sua esistenza terrena, in altre parole professa a gran voce l’essere agnostico.
Gioisce delle bellezze della creazione (il prato, le labbra di Esther) MA IN MODO RAGIONATO E INDAGATORE, come ogni buon agnostico.

Un concetto in equilibrio tra ragione e fede, un perfetto equilibrio che impregna il brano dall’inizio alla fine, un equilibrio che dura da 40 anni senza invecchiare.

Gli occhi di Mannerini raccontano di un mondo che il poeta non vuole possedere in senso materiale, Mannerini si vuole impregnare degli umori umani lasciando volutamente una distanza tra la sua sete di conoscenza e tutto il resto del mondo che lo circonda.

Il paradosso contenuto nella lirica di Irish è notevole: ci vuole quasi più fede per condurre una vita di stenti e fatiche, che non, alla fine, per abbandonarla...

La delega ultima: "Irish inforcherà la bicicletta solo all'ultimo, solo quando la ragione non sarà più presente, solo allora ci sarà una ragione per abbandonare la ragione..."


(Testo e immagini Ugo Mannerini)

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SIGNORE, IO SONO IRISH



Signore, io sono Irish,
quello che non ha la bicicletta

Tu lo sai che lavoro e alla sera le mie reni non cantano
Tu mi hai dato il profumo dei fiori, le farfalle, i colori
E le labbra di Ester create da Te
Quei suoi occhi incredibili solo per me

Ma c'è una cosa, mio Signore che non va
Io che lavoro dai Lancaster a trenta miglia dalla città
Io nel Tuo giorno sono stanco, sono stanco come non mai
E trenta miglia più trenta miglia sono tante a piedi lo sai

E Irish Tu lo ricordi, Signore, non ha la bicicletta
Nel Tuo giorno le rondini cantano la Tua gloria nei cieli
Solo io sono triste, Signore, la Tua casa è lontana
Devo stare sul prato a parlarti di me
E io soffro, Signore, lontano da Te

Ma Tu sei buono e tra gli amici che tu hai
Una bicicletta per il Tuo Irish certamente la troverai
Anche se vecchia, non importa, anche se vecchia mandala a me
Purché mi porti nel tuo giorno, mio Signore, fino a Te

Signore, io sono Irish,
Quello che verrà da Te in bicicletta.

Testo Riccardo Mannerini, arrangiamento Fabrizio De Andrè, musica New Trolls (Vittorio De Scalzi)

In questa sezione, come in altre, sono presenti alcuni manoscritti di Riccardo. La tecnica adottata per restituire gli originali è la trasposizione dei fogli scritti a pennarello in formato digitale mediante scanner.


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